venerdì 12 novembre 2010

Il gay pride di Gianfranco Fini


Gianfranco Fini (meglio sarebbe a dire Gianfranco Tulliani nato Fini) un tempo aveva dichiarato che i gay non potevano fare i maestri di scuola. Adesso passa da un eccesso all'altro e si schiera con il progetto di Nichi Vendola, quello di trasformare l'Italia in un immenso gay pride permanente dove l'immigrazione clandestina è favorita dalle istituzioni e lo stupro delle donne italiane non punito in nessun modo, magari premiato.
Certo che si troverà in una bella contraddizione il compagno (camerata) Fini. La sinistra infatti ha da tempo abbandonato il marxismo - leninismo e la dittatura del proletariato per sposare la causa della sharia e del predominio delle masse arabe e islamiche. Come facciano a coniugare la sharia con l'allegro mondo gay che si prefigurano non lo so. Fini di sicuro si troverà bene: i fascisti e gli islamici sono sempre andati d'accordo. Ricordiamo infatti che tra i massimi alleati di Adolf Hitler vi fu il gran Muftì di Gerusalemme e che moltissime tra le SS, soprattutto le più crudeli, erano di fede islamica.

Nessun commento:

Posta un commento